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Vedo che stanno prendendo il via i lavori del progetto “Centralcom”, perdonatemi se non è questo il vero nome ma comunque serve a capire.
Se non ho capito male il progetto prevede la copertura del territorio regionale con una nuova rete digitale.
Se non vado errato il protocollo d’intesa è stato siglato a febbraio 2005. Alcune cose mi sfuggono:

  1. Ma quella che stiamo facendo è davvero una rete a banda larga antagonista a quella già esistente di Telecom?
  2. Ma nel 2007 c’è davvero ancora bisogno di scavare le città (soprattutto quelle come Orvieto) per portare una connessione a banda larga?
  3. Ma per portare la banda larga dove non è ancora presente quella di Telecom bisogna ricablare tutta la regione? Non era sufficiente portare una connettività wireless dove c’era bisogno con poche migliaia si euro?
Sarei proprio contento se qualcuno mi spiegasse (o meglio, ci spiegasse) che cosa stiamo mettendo dentro quei tubi e quei pozzetti.
Ci sarà in giro per la rete un esperto in questo settore, un progettista, un tecnico che ha valutato il progetto, un amministratore consapevole che lo ha firmato, insomma, qualcuno che ci spieghi di cosa stiamo parlando. E’ diverso tempo che molti colleghi mi stanno spiegando che ormai, per portare connessioni ADSL in punti dove non ci sono già servono davvero poche migliaia di euro e qualche antenna. D’altra parte lo sanno bene i cittadini del comprensorio che utilizzano la connettività ADSL wireless di Aria ADSL. Allora, perché per portare l’ADSL a Bardano dobbiamo scavare Via Postierla? Poi ho una mia riflessione che è strettamente legata all’argomento.
E’ giustissimo che le pubbliche amministrazioni si occupino della rete a banda larga per consentire l’accesso universale alla rete delle reti. Internet è ormai più necessaria dell’acqua, e proprio come l’acqua è necessario che si parli di ripubblicizzazione della rete in Italia.
I tubi dell’acqua e i tubi del telefono e di internet devono essere affidati a delle public company, perché lo stato deve garantire i servizi di prima necessità a tutti. Confondere connettività con servizi sul web è un errore gravissimo che stiamo pagando a caro prezzo.
E’ già stato gravissimo consentire che Telecom fosse privatizzata così com’è, fili e servizi. Quello che oggi mi aspetto e che i nostri soldi vengano utilizzati per consentire il processo all’indietro e per riportare in mano pubblica la rete, o per meglio dire tutte le reti in Italia. ]]>