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Da qualche giorno gli utenti inglesi che cercano la parola “Orvieto” sul motore di ricerca più famoso al mondo (Google), si trovano in prima pagina, o al massimo in seconda, dipende dai momenti, la pagina della Open Office Conference, la conferenza mondiale degli sviluppatori di Open Office, la suite per computer più famosa al mondo, che si terrà a Orvieto il 3-4-5 Novembre 2009. Per qualcuno un po’ disattento questa notizia può non essere molto interessante, ma chi come me si occupa dei processi di comunicazione web oriented è sicuramente da analizzare.

Penso che Google abbia posizionato così bene questa pagina per alcuni motivi fondamentali (vado a intuito senza ricerche particolari, ma non penso di sbagliare molto)

  1. Gli algoritmi che determinano l’ordine delle SERP terranno sicuramente conto dell’autorevolezza della pagina di Open Office;
  2. Decine di pagine web sparse in tutto il mondo e in tutte le lingue avranno un link sulla parola Orvieto, che punta a questa pagina;
  3. Siti già posizionati e considerati autorevoli (come orvietonews.it per esempio) con la chiave Orvieto, linkano a questa.

La cosa interessante è che in questo caso il processo è avvenuto più o meno casualmente. Nel senso che nessuno di coloro che in gergo si chiamano SEO (Search Engine Optimization) ha contribuito a questo posizionamento e i normali processi di indicizzazione di Google hanno fatto il loro lavoro in maniera proficua.

L’altra cosa interessante è quella relativa al cosiddetto Marketing Territoriale o Marketing Urbano, cioè le strategie di comunicazione che permettono a un ambito territoriale ristretto di promuovere il proprio brand. Talvolta a fatica si fanno operazioni di altissimo costo e con scarsissimi risultati. Si fanno azioni sia online che sul territorio per cercare di proporre il proprio marchio a un numero sempre maggiore di possibili clienti.

Per esempio se si volesse commissionare a un SEO (serio) il posizionamento di una pagina di Orvieto nelle prime pagine di Google in lingua inglese, penso che il conto non scenderebbe al di sotto delle 10.000 euro all’anno. Non parliamo poi delle azioni di marketing territoriale effettuate sul territorio per esempio con la partecipazione a fiere o mostre a tema. In quei casi i costi lieviterebbero ancora di più.

In questo caso si può dimostrare come la rete, più o meno efficacemente ma comunque a costi sempre molto limitati e talvolta quasi nulli, è lo strumento primario per il posizionamento di un brand territoriale. Web Marketing Territoriale.

Tutto questo, come ho già detto, in maniera casuale, ossia, normale per la rete. E pensate per un attimo se ci fosse stato qualcuno che avesse “governato” questo processo, avesse cioè cavalcato quest’onda, avesse tracciato gli aspetti tecnici di questo successo, ne avesse raccolto i frutti ridistribuendo in giro questa informazione, condividendola su Facebook, costruendo immediatamente un progetto web dedicato all’evento ecc.

Di tutte queste cose la nostra città non si interessa, troppo impegnata a lamentarsi di ogni cosa. Come ho già detto in passato, se ognuno facesse quello che sa fare, in un ambiente relazionato, condiviso, organizzato, questa città avrebbe le caratteristiche, le competenze, le professionalità per essere ai vertici degli interessi internazionali.

Se c’è ancora qualcuno che pensa che si possano fare strategie di Marketing Urbano (Territoriale) attraverso la BiT e le gli eventi, faccia pure. D’altra parte ogni settore ha i suoi guru.

Come dice una mia amica, io vivo a Orvieto come fosse Parigi. Grazie al web.

 

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