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sostituite da servizi.

Il concetto è chiaro, non più software ma servizi (gratuiti) online.

Insomma, per scrivere una lettera o per fare una tabella di calcolo non si dovrà più installare sul proprio PC un software, ma si potrà semplicemente accedere ad uno dei servizi che Google (o altri) metterà a disposizione e si avrà un ambiente di lavoro praticamente identico.

Qual’è il limite di questa tecnologia? Soltanto uno, la connessione.
Se un giorno il mondo potesse essere alwais on il problema sarebbe già risolto, ma che tristezza vedere tutti questi sviluppi della tecnologia nella consapevolezza che circa il 50% della nostra popolazione (orvietana) non ha ancora una connessione internet che si rispetti.

Spero che qualcosa si smuova nelle nostre istituzioni e si pensi realmente che la diffuzione delle connessioni a banda larga non possano più essere gestiti in modalità business come attualmente fa il gestore unico Telecom.

La banda larga è ormai un servizio di pubblica utilità con risvolti sociali (ed economici) importantissimi e non può essere gestita soltanto nell’ottica del business di chi la gestisce.

Per avere un’idea del servizio di cui parlavo provate a collegarvi a questo indirizzo

http://codinginparadise.org/projects/dojo_storage…

vi accorgerete quali potenzialità la rete vi offre, se solo qualcuno riuscisse a portarla nelle vostre case in tempi e prezzi decenti.

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