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Cosa c’entrano gli Open Data con i Feed RSS?

Forse nulla, ma leggendo questo articolo di Alfonso Fuggetta, mi è venuto in mente quest’altro articolo di Luca Conti sulla presunta morte dei Feed RSS. E mi è venuto naturale un mashup tra i due argomenti che se non hanno nulla in comune dal punto di vista tecnologico, hanno forse molte analogie da un punto di vista strategico.

Sono sufficientemente “ignorante” in materia, come dice Alfonso, e non posso aggiungere altro all’argomento Data Coupling e Service Coupling, ma sufficientemente vecchio di web per ricordare alcune cose. Agli albori del web si pensava che un giorno il nostro frigorifero potesse avere una connessione internet e capire da solo che stava per finire il latte così da poterlo ordinare in autonomia e farcelo consegnare dal servizio di consegna a domicilio del supermercato; ovviamente addebitando il costo automaticamente sulla nostra carta di credito o al credito virtuale del supermercato stesso.

Oggi sappiamo che tutto questo potrebbe essere possibile, ma non si è mai materializzato, o che forse si è fatto molto di più e che questo tipo di automazione non è poi così necessaria. Non è questo il punto.

Il punto invece è che, praticamente da sempre, così come dice Alfonso, le interazioni uomo/macchina macchina/macchina sono sempre state pensate presupponendo un accesso “in tempo reale“, come si diceva, al dato reale, non a una sua copia. Il frigorifero avrebbe dovuto ordinare il latte sulla scorta delle informazioni di disponibilità dell’istante dell’ordine, e non interpellando una base dati precaricata dal lattaio la mattina.

Per questo in rete hanno subito avuto successo i webservice.

Ma è sbagliato pensare al web come un luogo pieno di informazioni dove talora prendono forma dati di tipo Excel o Database di altro tipo.

Le pagine web stesse sono i dati. E forse è proprio per questo, per cercare una interoperabilità possibile tra gli utilizzatori del web, macchina o uomo che sia, che negli anni ’90 il linguaggio di scripting per il web fu proiettato dall’HTML verso XHTML. L’HTMH è uno scritp “sporco”, concedetemi il termine. Uno “linguaggio”, concedetemi ancora il termine, dove le cose posso funzionare anche se non troppo rigorose. L’XHTML invece è un avvicinamento dell’HTML verso la rigidità dell’XML, ossia uno script rigoroso, dove l’architettura dell’informazione è più precisa e quindi più adatta ad essere scansionata anche da un ipotetico browser testuale in dotazione a un frigorifero.

Sempre per gli stessi motivi, per dare ordine e “capacità relazionali” al web, che negli anni si sono sviluppati concetti come il “web semantico“. Un ulteriore passo verso un’architettura dell’informazione più evoluta, più adatta alle interazioni.

Non a caso, i Feed RSS sono in pratica un XML.

E se consideriamo il Feed RSS come una risorsa per permettere agli utenti di aggregare le informazioni di interesse, è evidente che dobbiamo subito giungere alla conclusione che i Feed RSS non hanno più ragione di esistere. Ossia, dobbiamo ammettere che non hanno mai avuto ragione di esistere. Chiunque abbia accesso alle statistiche di siti mediamente visitati saprà perfettamente che le visite provenienti da informazioni aggregate attraverso i Feed non hanno superato mai la soglia dello zero-virgola-qualchecosa. Non ora, da sempre.

Ma è sbagliato dire che i Feed RSS sono morti. Anzi. A mio avviso rappresentano tuttora una salvezza per lo scambio di informazioni. Il web non sarà mai rappresentabile con un XML; un web semantico, probabilmente, non nascerà mai. Il nostro Feed RSS rappresenta quindi il nostro Open Data. Il legame tecnologico tra le nostre informazioni e il resto del web.

Il Feed RSS è il nostro webservice, l’accesso in tempo reale al nostro flusso informativo, è il nostro Service Coupling. E questo ragionamento si è anche sviluppato a margine della discussione nata su Facebook all’articolo di Luca Conti.

E quando leghiamo il concetto di Open Data, nella sua versione più semplicistica, alla tabella CSV che talvolta il tecnico della PA estrapolerà dal suo computer ricordandosi di caricarla su un server web, stiamo pensando a un concetto di comunicazione e interoperabilità pre-frigoriferiana. Il Feed RSS della PA deve ancora venire.

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