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2008Questa mattina stavo leggendo l’intervento di Mauro Lupi allo IAB di quest’anno. Come al solito l’articolo è molto illuminante sugli scenari dei rapporti azienda/consumantori ma c’è un passaggio intermedio che mi ha fatto riflettere, quando Mauro parla di “compay genereted contens” e non soltanto dell’UGC (user generated content), come si dice generalmente.

Proprio questo passaggio mi fa riflettere su quanta strada le aziende italiane devono ancora fare per superare i vecchi concetti di presenza in internet.

Nonostante il web cooperativo, il web collaborativo, e quant’altro sia emerso negli ultimi 3/4 anni sul web, una delle richieste primarie delle aziende, degli enti, delle associazioni all’atto del commissionamento di un sito internet sembra ancora essere quello del chiavi in mano: ti dico cosa ci voglio, me lo fai, ci pensi tu ai contenuti e il gioco è fatto. L’importante è che sia bello e che possa scrivere l’indirizzo sui biglietti da visita.

Non dico che tutto il web sia così, tutt’altro. Esistono punte di eccellenza e progetti web che dimostrano il contrario. Dico solo che, ameno dalle nostre parti, la tendenza generale è ancora quella e che tanta acqua dovrà passare sotto i ponti prima che il modo di pensare degli imprenditori si modifichi.

A mio avviso dovrà prima verificarsi un passaggio cruciale sull’informazione (cosa che forse è già avvenuta negli USA e che prima o poi, è solo questione di tempo, avverrà anche nel resto del mondo), la prevalenza come mezzo di informazione di internet sugli altri mezzi di informazione, soprattutto la televisione.

Fino a quando la TV continuerà a parlarci di internet come di un repository di gossip, di pericoli incombenti, di truffe, e di altre amenità varie, sarà difficile arrivare alla maturazione culturale di cui anche il mondo delle imprese ha bisogno.

Oggi è evidente che un intervento così “alto” nei contenuti come questo di Mauro Lupi non potrà mai trovare spazio su una televisione. Chi legge cose economiche sul web ogni giorno e poi ha la sciagura di vedere cose come il TG economico delle 14,00 su RAI1 sa benissimo di cosa parlo e di quanto quei contenuti siano ormai lontani dalla gente e dalla vita reale.

Comunque è solo questione di tempo.

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